Giulio Chinappi
La netta sconfitta elettorale di Aleksandar Vučić e il suo immediato riconoscimento della vittoria avversaria mettono in crisi anni di narrazione sulla Serbia come "dittatura". E anche sul piano internazionale il risultato potrebbe riservare più di una delusione ai fautori dell'allineamento euroatlantico.
Aleksandar Vučić ha perso le elezioni. Eppure, proprio nel momento della sconfitta più grave della sua lunga carriera politica, ha fornito forse l'argomento più efficace contro una delle accuse che gli sono state rivolte con maggiore insistenza negli ultimi anni: quella di avere trasformato la Serbia in una "dittatura" nella quale il cambiamento del potere attraverso le urne sarebbe stato sostanzialmente impossibile.