Esistono menti capaci di tradurre l'astrazione dei valori umani nella precisione del linguaggio matematico. Davy Hoyau, ingegnere software e analista in ambito dei sistemi, è uno di loro. La sua missione è tanto ambiziosa quanto necessaria: smantellare il primato della "quantità" - incarnata dal PIL e dal profitto - per restituire alla "qualità" il posto che le spetta.
Grazie a strumenti innovativi come il sistema di voto per Giudizio Maggioritario e l'analisi semantica - presentati durante il Moscow Open Dialogue - Davy Hoyau trasforma il benessere, l'armonia e il capitale umano in dati oggettivi, offrendo ai governi una bussola scientifica per una governance fondata sulla dignità umana piuttosto che su semplici flussi monetari.
In questa intervista, esploreremo come quella che ci piace chiamare "matematica della sintropia" possa diventare la pietra angolare di un nuovo umanesimo globale.
Davy, la tua partecipazione al Moscow Open Dialogue nella categoria "Connettività" ha messo in evidenza la necessità di un nuovo linguaggio economico. Nel tuo saggio "La sfida della quantificazione delle preferenze", spieghi che la democrazia attuale soffre di un "errore ontologico". In che modo il tuo sistema di voto qualitativo distingue tra sentimenti e bisogni materiali?
"Cominciamo subito con le domande complicate ! L'idea centrale è la democrazia, intesa nel suo senso più puro: restituire al popolo un reale potere d'azione sulla società.
L'errore ontologico a cui mi riferisco risiede nel modo in cui concettualizziamo ciò che non funziona. Oggi la democrazia somiglia pericolosamente a un mercato basato su domanda e offerta; una dinamica che, di fatto, si rivela una truffa. Se controlli l'offerta, limiti le scelte a ciò che avvantaggia i potenti. Allo stesso tempo, la"domanda"viene manipolata invece di essere ascoltata.
Procediamo attraverso costanti sofismi, legando sentimenti astratti a oggetti materiali:
"Compra quest'auto e avrai la libertà"
"Vota questo politico e la tua vita migliorerà"
Inseguiamo emozioni usate come esche per"acquistare"soluzioni che non vogliamo, alimentando un sistema ingiusto che genera frustrazione, deprivazione e relazioni simboliche distorte con la realtà.
La psicologia moderna separa nettamente ciò che appartiene al campo della coscienza da ciò che è fisico e dimensionale. Questi due piani non condividono proprietà comuni, eppure li confondiamo continuamente.
In questo scenario, la Comunicazione Nonviolenta ci offre una chiave straordinaria. Qualsiasi conflitto può essere risolto in dieci minuti ponendo due domande essenziali:
"Cosa senti?"(il mondo interiore)
"Di cosa hai bisogno?"(il mondo reale)
Una volta stabilito un contatto empatico, il bisogno smette di essere un simbolo e diventa un dato reale, facile da soddisfare. Quando accade, l'odio e il risentimento svaniscono come per magia. È questo che mi ha ispirato: se funziona per risolvere le guerre, può funzionare per progettare un sistema sociale nonviolento.
Per dare concretezza a questa visione, entra in gioco il Giudizio Maggioritario, il sistema di voto sviluppato dai matematici Michel Balinski e Rida Laraki. A differenza del voto tradizionale, questo metodo permette di valutare ogni candidato o proposta attraverso"menzioni"qualitative.
I dati non vengono semplicemente sommati, ma strutturati. L'obiettivo finale è unire questi strumenti per permettere all'intelligenza collettiva di prendere decisioni razionali, separando nettamente i due flussi vitali:
Le aspirazioni e la volontà del popolo (il momento della decisione).
La soddisfazione dei bisogni reali (il risultato concreto).
Solo così smetteremo di sperare in un mondo migliore acquistando una semplice lampadina, iniziando finalmente a costruirlo."
Riguardo al "fattore umano", il Ministro Maxim Oreshkin ha osservato: "È una buona idea, se solo sapessimo come misurarla." In che modo la tua tecnologia fornisce una risposta concreta a questo dubbio?
"Sì, il commento di Maxim Oreshkin si riferiva a una proposta radicale: sostituire il PIL - un indicatore che ormai ha perso il suo significato profondo - con un fattore che tenga conto di ciò che realmente lo genera: le risorse e gli esseri umani.
Il vero ostacolo è sempre stato la misurazione dei fattori soggettivi. Non è possibile integrarli arbitrariamente in un calcolo senza il rischio di imporre i propri pregiudizi. Studiosi come Soumya Bhowmick, ad esempio, hanno dovuto limitarsi a fattori oggettivi, come i dati sulla salute pubblica, per evitare questo scoglio. Tuttavia, quando vogliamo collegare questi dati alle cause profonde - come l'ecologia o la percezione della qualità della vita - la domanda su"come fare"diventa inevitabile.
Il cuore del mio saggio è esattamente questo: dimostrare che la scienza ha finalmente varcato questa soglia. Oggi disponiamo di un metodo che rappresenta la prova matematica di ciò che Condorcet cercava già duecento anni fa: misurare l'esatta somma dei giudizi individuali.
Questo ci mette tra le mani uno strumento straordinario per:
Conoscere la verità su ciò che le persone pensano realmente.
Valutare l'efficacia dei governi e la tenuta del sistema in generale.
Forse non tutti sono pronti ad ascoltare questa verità, ma quando un ministro come Oreshkin pone una simile domanda, ci troviamo di fronte a un momento storico. Affermare che"il sistema deve servire l'essere umano, non il contrario"cambia radicalmente le regole del gioco.
Proprio come avviene nella Comunicazione Nonviolenta, quando emerge una reale volontà di trovare soluzioni, il problema è già risolto per metà. È una prospettiva incredibilmente eccitante: a dire il vero, mentre lo ascoltavo, stavo quasi saltellando sulla sedia pensando:
"Ehi, ma io ho la soluzione proprio qui!""
Se applichiamo i tuoi strumenti di analisi semantica e il Giudizio Maggioritario alla progettazione di una Smart City, come si evolverebbe il ruolo del cittadino ? Il tuo algoritmo può trasformare una visione architettonica in un processo decisionale condiviso in tempo reale?
"Gli strumenti di analisi semantica hanno fatto parte del mio viaggio intellettuale. Tutto è nato analizzando le consultazioni pubbliche: mi trovavo in competizione con un'IA che produceva risultati mediocri, e questo mi ha spinto a creare un sistema di "scorificazione" (assegnazione di punteggi) dei temi ricorrenti, pesati in base alla loro portata, sia essa locale o globale.
In quel momento è scattato qualcosa: se invece del denaro usassimo dei punteggi che tengano conto dei bisogni e delle aspirazioni, la funzione del denaro - ovvero convalidare le transazioni - verrebbe socializzata. La transazione diventerebbe il consumo di un diritto concesso dalla società nel suo insieme. Questo è il mio sogno.
Il tuo lavoro sulle Smart City si collega perfettamente a questa visione: le soluzioni tecnologiche che rendono la vita più facile e piacevole dovrebbero essere generalizzate senza distinzioni. Non c'è motivo per cui qualcuno non debba beneficiare del progresso dell'umanità. Medicina ed educazione dovrebbero sempre essere al massimo livello; non c'è ragione per livellarle verso il basso. Il progresso umano non dovrebbe essere usato come ricatto per creare profitto.
La nostra idea è che migliorare la vita delle persone sia il miglior investimento. Gli anziani hanno accumulato una vita di esperienza che può risparmiare alle generazioni più giovani molti errori ed è essenziale prendersi cura di loro, invece di mandarli in case di riposo ultra-costose dove giocano a Bingo - anche se il Bingo è divertente, sia chiaro!
Ciò richiede infrastrutture sistemiche, regole e strutture fisiche progettate per questo scopo. Le città oggi sono progettate per il modello"casa-lavoro-sonno", senza spazio per il tempo libero. Le merci vengono trasportate in mezzo al traffico. Il verde è opzionale. Gli edifici proiettano ombre l'uno sull'altro. I mostri di cemento generano sentimenti di abbandono e rivolta: un fallimento totale. Una smart city è ambiziosa. Una città incide nella pietra le preoccupazioni della sua epoca. Siamo all'inizio di una nuova era in cui tutto deve essere ripensato.
Una volta ho usato una piramide dell'età per simulare una microsocietà e testare idee. Se hai una buona teoria, vuoi testarla in una società pilota. Sono convinto (forse a torto) che con un semplice PC si potrebbe gestire un villaggio e far funzionare un'economia circolare verso l'autarchia, senza soldi, massimizzando l'equità. Questo è il mio sogno.
Ma come dice Chomsky, la maggior parte dei nobili tentativi nella storia è finita con un fallimento perché alla fine hanno dovuto fare i conti con"il sistema", che si comporta come un organismo che si difende dalla morte. Una soluzione deve essere inclusiva, integrandosi dolcemente in ciò che già esiste, migliorandolo e cambiando la nostra prospettiva su di esso.
Per esempio, i contadini vivono spesso senza riscaldamento in case malsane ed è scandaloso. Una casa adeguatamente isolata dovrebbe avere tutto il comfort moderno. Possiamo"SmartCityzzare"l'infrastruttura esistente. Lo stesso vale per le persone disabili. Un mio amico in sedia a rotelle si blocca ogni dieci metri: è vergognoso. La vera trasformazione avverrà quando le persone si sentiranno coinvolte vedendo gli effetti misurabili delle proprie azioni. La trasparenza in tempo reale dell'impatto di ciascuno sul bene comune incoraggia decisioni migliori. Questa è la sintropia: un sistema cibernetico capace di generare cicli virtuosi per l'intera comunità."
La nostra società è spesso squilibrata perché dà priorità alla crescita numerica rispetto all'armonia sociale. In che modo la tua "matematica della sintropia" può ristabilire un vero equilibrio?
"C'è infatti disarmonia tra progresso tecnologico e sociale, sentita in modo crescente - come"dare un'arma a dei bambini". Un'invenzione viene prima militarizzata, poi democratizzata e solo molto più tardi usata correttamente.
L'armonia è un fattore oggettivo e misurabile - la massimizzazione del contributo dei componenti del sistema alla sua emergenza. L'emergenza è quando"il tutto è maggiore della somma delle sue parti". Nei sistemi complessi, le emergenze successive si ricombinano, creando esplosioni combinatorie di proprietà derivate dalla struttura.
Un sistema è struttura (immateriale) + componenti (materiale). Nel cervello, l'entropia (morte, perdita di informazioni) compete con la strutturazione e la concettualizzazione. La terapia attraverso l'azione costruisce strutture che usano correttamente l'entropia.
Allo stesso modo, in un sistema sociale, l'obiettivo è rendere le persone attive affinché emergano strutture che aumentano l'armonia. Aumentare i legami tra le persone - specialmente quelli qualitativi - è fondamentale.
Come dico spesso:"La Comunicazione Nonviolenta salverà il mondo!"perché tesse legami. La migliore difesa contro l'entropia è semplicemente sforzarsi di avere relazioni armoniose."
Nella tua visione, il benessere non è un costo ma un valore da proteggere. In che modo i tuoi algoritmi possono misurare il reale benessere di una comunità?
"L'algoritmo di cui si discute produce una lista ordinata di preferenze, priorità o pertinenza della decisione. Può essere iterato con sotto-questionari per affidare problemi complessi all'intelligenza popolare, o alimentato con indicatori oggettivi. Possiamo combinare fattori oggettivi, soggettivi e persino prospettici. Questo produce un punteggio di razionalità.
La razionalità si misura attraverso il differenziale tra una situazione e un obiettivo. Il nostro compito è definire gli obiettivi umani - i diritti umani, ad esempio - quantificarli e misurare a che punto siamo. Il sondaggio qualitativo funziona dimensionando dialetticamente gli apprezzamenti. La chiave è aggregare i giudizi individuali - l'unico modo per trasformare i giudizi soggettivi in dati oggettivi. Se le decisioni si basano su questi risultati, esse tendono meccanicamente verso la realizzazione delle aspirazioni del popolo."
Leonard Felix Landois, nel suo saggio su etica e multipolarità, propone un modello basato sulla cooperazione. Tu affermi che "le guerre diventano inutili perché la cooperazione produce risultati migliori". Come puoi fornire una prova scientifica che il modello etico sia anche il più efficace da un punto di vista sistemico?
"Leonard Landois e pochi altri hanno avuto, alla fine, la stessa visione. È stato meraviglioso vedere come molti saggisti non cercassero di lottare all'interno di un sistema condannato fin dall'inizio, ma di cambiarlo. Ogni approccio porta qualcosa e ogni contributo è arricchente: questo è il genio dell'Open Dialogue.
Il suo approccio è antropologico e cerca di dare maggiore spazio al giudizio, in particolare alla capacità di pensare con la propria testa e, quando necessario, alla capacità di astenersi dal giudicare, che è parte integrante di un giudizio sano. Landois spiega che questo spazio concesso al giudizio è essenziale per l'autodeterminazione dei popoli, e ha ragione. Bisogna però essere cauti: non tutti i giudizi individuali sono buoni in sé; è solo a livello statistico che essi formano una vera etica.
L'etica è un concetto affascinante: è qualcosa di razionale e oggettivo. È la somma delle conseguenze di una decisione a determinare, a posteriori, se quella sia stata una buona scelta. L'etica si applica nel momento in cui si compie una scelta libera, che è l'essenza dell'essere umano. Siamo liberi per sperimentare percorsi causali e crescere nella Coscienza; all'inizio non possiamo sapere tutto, ma è la storia a decidere la validità di una decisione. Gesù, in fondo, non ha fatto altro che consegnare modelli comportamentali portatori di un'etica il cui valore ha trovato conferma solo con il senno di poi storico.
La domanda, in definitiva, è perché l'etica, la morale e la giustizia siano redditizie. Una volta ottenuti gli strumenti per misurare questa"redditività", non potremo più negarla. La questione non è fornire una prova scientifica per stabilire cosa sia bene e cosa sia male in senso assoluto, quanto piuttosto sperimentare il fatto che la scienza ha sempre un valore sintropico.
Questa nozione è fondamentale: l'entropia è la morte; la sintropia è la vita, la complessità, il miglioramento, la strutturazione e la ricerca dell'efficienza. La cosa più interessante è che essa porta con sé significato, luce e certezze sul senso dell'esistenza. L'universo è stato progettato in modo che ciò che funziona correttamente sia portatore di vita.
Spesso commettiamo errori perché inseguiamo effetti immediati, senza passare per la logica e senza sperimentare la natura profonda delle cose. È così che gli esseri umani arrivano a credersi al di sopra della natura - cosa che in effetti sono - finendo però per trattarla come qualcosa di utilitaristico e opzionale, invece di capire di esserne i responsabili.
Nella mia visione, se disponiamo di un sistema di valutazione per l'efficienza e la razionalità delle decisioni che tenga conto della volontà popolare, il punteggio risulterà più alto quando i sistemi funzionano in armonia. Il principio di cooperazione ha più valore della competizione perché crea legami più forti e coerenti, e questo è oggettivamente misurabile.
Oggi, l'etica, la morale e la giustizia riescono a esistere solo entrando in competizione con il sistema di mercato. L'idea, quindi, è fare in modo che il sistema favorisca la cooperazione, assegnandole punteggi elevati, e costruire così una"macchina"che produca questi valori affidandosi alla razionalità e alle aspirazioni delle persone. È straordinario poter presentare concetti così vasti in eventi come gli Open Dialogue: non è la materia più accessibile, ma è certamente una sfida stimolante."
Cosa ti ha colpito di più durante la tua esperienza al Moscow Open Dialogue ? Quali relazioni con i tuoi colleghi internazionali ti hanno lasciato l'impressione più forte e com'era l'atmosfera durante i dibattiti all'interno della "famiglia OD"?
"È davvero una"famiglia OD". Riunire, da tutto il mondo, persone per le quali il bene comune è il valore più alto ha creato una sorta di egregora.
Posso descriverla come l'emergenza potenziale che si verificherebbe se le persone si unissero efficacemente.
E noi potevamo davvero sentirla. Eravamo tutti come amici di vecchia data.
Gli organizzatori hanno fatto un lavoro straordinario - è stato perfetto. Hanno rimosso ogni vincolo che avrebbe potuto ostacolare l'esperienza.
Ci sono state due vittorie all'Open Dialogue:
- quella che prenderà forma nella realtà, specialmente venendo evidenziata al Forum Economico di San Pietroburgo - che ogni anno rende analisti come Pepe Escobar assolutamente straordinari - mentre le ex potenze passano il tempo a fissare se stesse allo specchio;
- e la seconda vittoria è quella che ha avuto luogo nella hall dell'hotel, quando si sono formati sinceri legami di amicizia e si è trascorso il tempo a discutere sulle idee. È davvero sorprendente come, nel giro di pochi minuti dal nostro arrivo in Russia, abbiamo caompreso che un paese è rappresentato dai suoi cittadini - e le persone che abbiamo incontrato a Mosca sono state incredibilmente calde, sorridenti e attente."
Guardando al futuro, su quali progetti ti stai concentrando ? Pensi che le tue tecnologie di governance qualitativa possano trovare applicazioni concrete all'interno delle istituzioni francesi o attraverso altre collaborazioni internazionali, specialmente nel contesto di un mondo multipolare?
"Nella mia presentazione ho formulato solo due esempi, di tre parole ciascuno, per illustrare cosa sia possibile realizzare con informazioni coerenti e sincere sulla volontà popolare:"equa distribuzione delle donazioni" e"etichette di qualità personalizzabili". Mi piacerebbe davvero dedicarmi a questi, poiché sono progetti che si incastrano l'uno nell'altro come matrioske.
In particolare, l'idea della distribuzione equa è stata accolta molto bene qui in Francia. Si tratta di federare le donazioni per finanziare tutto ciò che la cultura, il software e i media producono ogni giorno gratuitamente per il pubblico. Invece di lottare e competere individualmente per gestire piccole campagne di raccolta fondi, potremmo unirci all'interno di una piattaforma capace di garantire equità nella ridistribuzione delle risorse. Non parlo solo di denaro, ma anche di risorse informatiche, server e promozione: una vera piattaforma per l'equa distribuzione della ricchezza. È un progetto dal potenziale immenso.
In questo momento, inoltre, sto lavorando alla proposta di un nuovo indicatore, alternativo al PIL, che rifletta l'efficienza nell'uso della ricchezza e il fattore umano. Sto cercando di rispondere concretamente alla domanda del Ministro Oreshkin:
"Come lo misuriamo?".
Svilupperò questa proposta in collaborazione con altri saggisti, ma l'invito a partecipare è aperto a tutti: chiunque voglia contribuire a questa sfida è il benvenuto!"
Chi è Davy Hoyau?
Davy Hoyau è un ingegnere software e analista di sistemi francese specializzato nello sviluppo di algoritmi di calcolo su larga scala e nella modellazione di sistemi complessi di analisi semantica. È appassionato di sistemi complessi, psicologia e sistemica. Partecipante di spicco al Moscow Open Dialogue 2026 nella categoria "Connettività", Davy Hoyau si distingue per la sua capacità di applicare la teoria matematica ai processi democratici e sociali. Il suo lavoro si concentra sulla transizione dal paradigma del PIL (Prodotto Interno Lordo) verso modelli che misurano il valore d'uso e la qualità della vita. Esperto di Giudizio Maggioritario e analisi semantica, collabora a livello internazionale per sviluppare piattaforme tecnologiche che consentano una governance globale più trasparente e cooperativa, orientata alla protezione del capitale umano. La sua visione rappresenta il punto d'incontro tra la potenza dei dati computazionali e la profondità del pensiero umanista.







