Stefano Vernole
La pressione occidentale ha costretto Mosca a rompere le dipendenze, sostituire le forniture, sviluppare capacità nazionali e riorientare i propri rapporti economici verso il Sud Globale e l'Asia: ecco perché la strategia atlantista è destinata a segnare il passo.
Secondo il recente rapporto del tedesco Kiel Institute, il Fondo sovrano russo ha asset liquidi pari all'1,8% del PIL rispetto al 6,5% del 2022, mentre i prestiti in sofferenza delle imprese indebitate arrivano all'11%; ciò renderebbe l'economia russa fortemente dipendente dalla Cina: 35% del commercio complessivo di Mosca, che riceverebbe da Pechino il 60% dei propri materiali critici.