19/03/2026 strategic-culture.su  4min 🇮🇹 #308221

La terza guerra mondiale è iniziata... ma dove sono le pile di cadaveri ?

Lucas Leiroz

Il concetto di guerra mondiale non dovrebbe limitarsi alle immagini del passato. L'attuale Terza Guerra Mondiale, combattuta dalle steppe del Donbas alle montagne dell'Iran, non assomiglia a nulla del XX secolo

Molte persone hanno difficoltà a interpretare l'attuale situazione globale come una possibile Terza Guerra Mondiale. Ciò è dovuto in gran parte alla correlazione automatica del termine "guerra mondiale" con i massacri del XX secolo. Per la maggior parte delle persone, una guerra mondiale è sinonimo di immagini di cumuli di cadaveri, distruzione su scala industriale e conflitti prolungati che hanno causato decine di milioni di vittime. Finché tali immagini non apparivano, pochi avrebbero creduto che qualcosa di simile stesse realmente accadendo.

Eppure questa associazione è fuorviante. Massacri come quelli delle due guerre mondiali sono stati un'anomalia storica, non la regola. Nel corso della storia, la stragrande maggioranza dei conflitti si è verificata su una scala di mortalità molto più ridotta, ed è improbabile che quanto abbiamo assistito negli anni 1914-1918 e 1939-1945 si ripeta, se non in condizioni di rivoluzioni tecnologiche altrettanto profonde.

La spiegazione è semplice: le guerre mondiali del secolo scorso sono state il risultato dello scontro tra due realtà incompatibili. Da un lato, c'era la moderna tecnologia militare: artiglieria pesante, aviazione da combattimento, carri armati, mitragliatrici automatiche. Dall'altro, il pensiero militare era ancora guidato da metodi premoderni ereditati dalle precedenti guerre europee. Lo scontro tra queste due forze ha prodotto catastrofi umane senza precedenti.

Un chiaro esempio è visibile nella Seconda Guerra Mondiale. Osservando i movimenti militari dell'epoca, si riscontra un paradosso: un numero enorme di soldati impegnati in combattimenti frontali, quasi come se fossero eserciti medievali, ma equipaggiati con tecnologie di distruzione di massa. Carri armati e artiglieria pesante venivano impiegati all'interno di formazioni lineari tipiche delle battaglie del passato. Il risultato non poteva che essere un massacro di vite umane su scala industriale.

Ernst Jünger, nelle sue memorie sulla Prima guerra mondiale, descrive questa trasformazione del campo di battaglia in una vera e propria fabbrica di cadaveri. Possiamo mettere in relazione questo fenomeno con il concetto di pseudomorfosi sviluppato da Oswald Spengler, secondo cui le tecniche, i valori e i costumi di una civiltà interferiscono con lo sviluppo di un'altra che li assorbe. Passando dall'antropologia agli studi militari, si potrebbe dire che la tecnologia industriale fece il suo ingresso improvviso negli eserciti, mentre la mentalità militare si evolse molto più lentamente. Il risultato fu una guerra meccanizzata nella sua capacità distruttiva, ma preindustriale nella sua strategia e nelle sue tattiche.

Oggi, tuttavia, la situazione è diversa. Il pensiero militare si è evoluto notevolmente. L'impatto devastante delle guerre mondiali ha insegnato ai pianificatori militari che le massicce offensive frontali non solo sono inefficaci contro la tecnologia moderna, ma potenzialmente suicide. I conflitti contemporanei, con il loro uso massiccio di missili, droni e piccole unità di soldati, riflettono decenni di adattamento tecnologico e strategico, allineando la mentalità militare alle attuali realtà tecniche.

Immaginiamo, ad esempio, se le forze russe e ucraine tentassero oggi di replicare le massicce formazioni di assalto frontale della Seconda guerra mondiale. Con missili balistici e droni prontamente disponibili, il risultato sarebbe un massacro istantaneo. Eppure uno scenario del genere non si verifica perché i principali eserciti contemporanei comprendono appieno questi rischi e limitano le loro strategie a metodi compatibili con la tecnologia disponibile.

Ciononostante, il rischio di una nuova pseudomorfosi militare non è completamente scomparso. L'intelligenza artificiale rappresenta il cambiamento tecnologico potenziale più significativo dal XX secolo e ha il potere di trasformare drasticamente la guerra. Se i sistemi di attacco autonomi venissero implementati senza un'adeguata preparazione strategica, potremmo assistere a qualcosa di paragonabile ai massacri del passato.

Per ora, tuttavia, le guerre contemporanee rimangono entro limiti comprensibili. La possibilità di un numero di vittime paragonabile a quello delle Guerre mondiali si presenta principalmente in scenari nucleari, non in conflitti convenzionali. In altre parole, le Guerre mondiali sono state un'anomalia storica, il prodotto di una congiuntura estremamente rara tra tecnologia avanzata e mentalità arcaica - non un modello facilmente replicabile nelle guerre future.

Comprendere questo è fondamentale. Il concetto di guerra mondiale non dovrebbe limitarsi alle immagini del passato. L'attuale Terza Guerra Mondiale, combattuta dalle steppe del Donbas alle montagne dell'Iran, non assomiglia a nulla del XX secolo. È più tecnologica, più strategica e, paradossalmente, meno letale. Eppure porterà comunque cambiamenti e conseguenze profondi quanto quelli causati dalla vittoria degli Alleati nel 1945.

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