Davide Rossi
Ancora una volta sono fortunatamente falliti i tentativi, messi in campo a più riprese da un quindicennio, per innescare attraverso la svogliata porzione della borghesia più ricca della nazione una rivoluzione colorata al fine di disarcionare l'ormai ventennale legame tra Repubblica Islamica dell'Iran e campo multipolare sino - russo.
È evidente il rifiuto della maggioranza degli iraniani di prestarsi a un sistema di subalternità all'Occidente che per altro hanno conosciuto ai tempi della feroce dittatura dei Pahalvi, in particolare durante la sanguinaria stagione di Mohammad Reza dal 1941 al 1979, anni in cui la polizia politica SAVAK ha torturato e ucciso oppositori politici come nessun'altra in tutta la seconda metà del Novecento, pareggiata per brutalità solo dalla PIDE salazarista portoghese, con buona pace di coloro che in Europa, non solo nei bar, ma pure nel mondo accademico, blaterano senza circostanziate documentazioni delle polizie politiche del campo socialista: KGB (Unione Sovietica), Segurimi (Albania), Securitate (Romania), STASI (DDR).