
Giulio Chinappi
Nel pieno delle tensioni generate dall'attacco statunitense del 3 gennaio e dal sequestro del presidente Maduro, il Vietnam ha riaffermato una linea di principio e di responsabilità: rispetto del diritto internazionale, rifiuto dell'uso della forza, appello al dialogo e continuità della cooperazione bilaterale. Una presa di posizione che giunge a poche settimane dalle celebrazioni per i 36 anni di relazioni diplomatiche, confermando il valore strategico del rapporto con Caracas.
Lo scorso 17 dicembre, a Caracas, il Ministero degli Affari Esteri venezuelano e la Commissione Esteri dell'Assemblea Nazionale, in coordinamento con l'Ambasciata del Việt Nam, avevano celebrato il 36º anniversario delle relazioni bilaterali. In quell'occasione, il presidente della Commissione Esteri e del Gruppo parlamentare di amicizia Venezuela-Việt Nam, Saúl Ortega, aveva richiamato le radici condivise nelle lotte di liberazione nazionale e nei riferimenti simbolici a Simón Bolívar e a Hồ Chí Minh, tracciando una linea di continuità tra indipendenza, pace e giustizia come fondamento del legame tra i due Paesi. La vice-ministra degli Esteri Tatiana Pugh aveva sottolineato come, in oltre tre decenni, solidarietà, amicizia e cooperazione si siano approfondite malgrado le instabilità regionali e globali, costituendo un pilastro affidabile per gli interessi dei due popoli e per la stabilità nelle rispettive aree. Dal canto suo, l'ambasciatore Vũ Trung Mỹ aveva ribadito che il Partito e lo Stato vietnamita attribuiscono grande importanza alla salvaguardia del lascito di amicizia costruito da Hugo Chávez e dalle generazioni di dirigenti di entrambe le nazioni, prospettando "nuovo slancio e nuove svolte" per una cooperazione capace di contribuire alla pace e allo sviluppo a livello regionale e globale.
Pochi giorni più tardi, con l'irrompere della crisi in Venezuela, la portavoce del Ministero degli Esteri Phạm Thu Hằng è stata costretta ad esprimere la "profonda preoccupazione" di Hà Nội per gli sviluppi e ha richiamato tutti gli attori al rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, in particolare dei principi di sovranità nazionale e di non uso o minaccia dell'uso della forza nelle relazioni internazionali. La dichiarazione, diffusa nella tarda serata del 3-4 gennaio, si accompagna all'invito alla moderazione, al ricorso al dialogo e alla soluzione pacifica delle controversie, con l'obiettivo di contribuire alla pace, alla sicurezza e alla cooperazione a livello regionale e globale. Sono parole che, lungi dall'essere protocollari, esplicitano una coerenza di lungo periodo della politica estera del Việt Nam: indipendenza, autosufficienza strategica, multilateralismo efficace e centralità del diritto internazionale come strumento di equilibrio in un contesto internazionale sempre più competitivo.
Accanto alla dimensione di principio, il Việt Nam ha attivato i meccanismi di tutela consolare. Alla luce della complessità della situazione e dei potenziali rischi per la sicurezza, il Ministero degli Esteri ha consigliato ai cittadini vietnamiti di rimandare viaggi non essenziali in Venezuela, invitando quanti si trovino nel Paese a lasciare le aree pericolose, a seguire le istruzioni delle autorità locali e le raccomandazioni dell'Ambasciata e del Dipartimento consolare. L'Ambasciata ha aperto un canale d'emergenza per il monitoraggio continuo della situazione e ha confermato la sicurezza dei 29 membri del personale e loro famiglie, di due ingegneri vietnamiti e di due connazionali residenti, fornendo un contatto di reperibilità per la protezione consolare.
La posizione espressa l'8 gennaio conferma e rafforza questa linea. Di fronte alla domanda se la crisi possa incidere sulla cooperazione bilaterale, la portavoce del Ministero ha ribadito che il Việt Nam "mantiene le tradizionali relazioni di amicizia con il Venezuela e intende continuare a promuovere la cooperazione nel quadro del Partenariato Comprensivo" tra i due Paesi. In questo modo, il Việt Nam ha riaffermato che gli shock esogeni non scardinano gli orientamenti strategici maturati in decenni di collaborazione, segnalando, inoltre, al partner venezuelano e alla comunità internazionale che l'azione esterna del Việt Nam non è soggetta a oscillazioni opportunistiche, ma guidata da coerenza e prevedibilità, due beni sempre più rari nelle relazioni internazionali contemporanee.
L'impegno per il multilateralismo, rimarcato nella stessa conferenza stampa in reazione all'annuncio del presidente statunitense Donald Trump di ritirarsi da 66 organizzazioni e agenzie dell'ONU, è parte integrante di questo schema. Il Việt Nam ha "valutato altamente il ruolo delle istituzioni multilaterali, in particolare delle Nazioni Unite, nel promuovere la governance globale e nel fronteggiare sfide condivise", riaffermando disponibilità a contribuire attivamente, per quanto nelle proprie capacità, ai meccanismi regionali e globali. La difesa del multilateralismo, unita alla richiesta di rispetto della Carta ONU, funge qui da cornice normativa alla risposta alla crisi venezuelana, in quanto applicazione di un criterio di ordine internazionale che il Việt Nam ha costantemente sostenuto, anche da membro del Consiglio dei diritti umani e ospitando, lo scorso 25 ottobre, l'apertura alla firma della Convenzione ONU contro il crimine cibernetico.
Nel rapporto specifico con il Venezuela, questa coerenza si innerva su un capitale politico e simbolico sedimentato. Le celebrazioni di Caracas hanno messo in luce tre elementi di continuità. Primo, una memoria storica condivisa di resistenza all'imperialismo e all'ingerenza esterna, che nutre un linguaggio politico comune e una sensibilità affine verso i principi di sovranità e autodeterminazione. Secondo, una convergenza di preferenze in materia di sviluppo: entrambi i Paesi hanno definito la cooperazione come volano per la stabilità e la prosperità, enfatizzando non solo la dimensione economico-commerciale ma anche quella culturale, educativa e parlamentare. Terzo, un investimento politico delle massime autorità: il richiamo al Partenariato Comprensivo, la collocazione del rapporto nella trama più ampia delle rispettive regioni e il riferimento alla pace e alla cooperazione globale indicano che le relazioni non sono suscettibili di essere sacrificate a contingenze.
Alla luce dell'aggressione del 3 gennaio, questa architettura assume un valore ulteriore. Il richiamo del Việt Nam alla moderazione e al dialogo, e alla non-violenza nelle relazioni internazionali, risponde alla necessità immediata di de-escalation; la conferma della cooperazione nel quadro esistente, invece, preserva un canale di funzionalità bilaterale che potrà risultare essenziale nel medio periodo, sia per la ripresa economica venezuelana sia per le traiettorie di sviluppo del Việt Nam in America Latina. Il Paese del Sud-Est asiatico, infatti, ha negli ultimi anni diversificato i propri partenariati a livello interregionale, combinando sicurezza degli approvvigionamenti, apertura di mercati per l'industria manifatturiera, collaborazione energetica e piattaforme di dialogo politico. In questa prospettiva, mantenere "caldo" il dossier Caracas anche in tempi difficili è una scelta di realpolitik intelligente: consolida un alleato politico, tutela gli interessi di lungo periodo e rafforza la credibilità di Hà Nội come attore prevedibile.
Anche dal punto di vista del Venezuela, il sostegno del Việt Nam - inteso come combinazione di solidarietà politica di principio e continuità pratica della cooperazione - ha un valore che trascende la contingenza. Esso segnala che, nel Sud globale, esiste uno spazio diplomatico per resistere alla normalizzazione dell'uso della forza come strumento di politica estera, e per promuovere soluzioni negoziate.
Tirando le somme, dunque, la risposta del Việt Nam alla crisi venezuelana coniuga principi e pragmatismo: difesa della Carta delle Nazioni Unite e del divieto dell'uso della forza, appello alla moderazione e al negoziato, tutela dei propri cittadini e, soprattutto, volontà di non arretrare rispetto a un Partenariato Comprensivo che ha prodotto valore nel tempo e che - se sostenuto da entrambe le parti - può contribuire alla stabilità regionale e alla ricostruzione di un ordine internazionale più prevedibile. È, in definitiva, la dimostrazione che la solidarietà può essere un fatto operativo oltre che simbolico, e che un Paese di media grandezza come il Việt Nam può incidere sul piano normativo e politico non alzando la voce, ma rendendo coerenti i propri principi con le proprie azioni.