Lorenzo Maria Pacini
Il prezzo del carbonio nasceva come strumento con cui l'Europa avrebbe insegnato al pianeta a decarbonizzare e ora rischia di diventare l'occasione con cui il Sud globale impara a fare a meno delle regole europee - e a scriverne di proprie.
Il sistema che non decarbonizza
Nel luglio 2026, mentre la Commissione europea porta a termine la revisione decennale del proprio sistema di scambio delle quote di emissione, un briefing del Third World Network firmato da Sangeeta Godbole - ex funzionaria dell'Indian Revenue Service - mette per iscritto ciò che a Bruxelles si preferisce non dire ad alta voce: l'ETS, il sistema di carbon pricing più ambizioso mai costruito, non ha ridotto in modo significativo l'intensità emissiva dell'industria europea in vent'anni di funzionamento, e sta ora spingendo l'Unione verso un protezionismo che ne rovescia i principi fondativi per i Paesi in via di sviluppo, per suggerire loro cosa non copiare.